Bosco in città è un diario urbano che si sviluppa attraverso cento quadri, componendo un ritratto poetico della vita di una città vibrante e caotica come Catania.
Il testo, intrecciando la dimensione personale dell’io narrante con quella collettiva, trasforma la città in uno spazio letterario che riflette le inquietudini e le aspirazioni dei suoi abitanti. Questa metropoli non è solo uno sfondo, ma un organismo vivo, attraversato da contraddizioni e bellezze, un luogo in cui la ricerca di senso si manifesta nel quotidiano, nelle relazioni, nelle conversazioni, nei dettagli urbani.
Il senso di solitudine e il desiderio di connessione si intrecciano nel rapporto tra il protagonista e Ambra, così come nei dialoghi con Vlad, Giulio, Iuri, Tatiana e gli altri personaggi che popolano le pagine. L’amore, declinato in forme differenti – dal desiderio carnale alla complicità intellettuale, dall’incomunicabilità alla nostalgia – diventa un elemento cardine della narrazione, filtrato sempre attraverso uno sguardo critico e mai banale. Emerge un ritratto di Catania che sfugge agli stereotipi: una città colta e ironica, nervosa e malinconica, che si nutre delle sue contraddizioni. I riferimenti alla letteratura, alla musica, al cinema e alla filosofia contribuiscono a dare profondità al racconto, inserendolo in un discorso più ampio sulla contemporaneità.