Cento (e uno) Haiku

mi sono sgretolata
dentro ma le mie ali cantano ancora
di respiri d’amore

10.00

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Dettagli del Libro

Pages

116

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-447-8

Released

Maggio 2024

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Laura Rapicavoli

Laura Rapicavoli

La passione per la letteratura in ogni sua declinazione, il teatro e la scrittura della catanese Laura Rapicavoli (1976), si manifestano sin da giovanissima, anche se solo dopo, nel corso degli anni e in virtù dell’esperienza diretta in scena, decide di tirar fuori dal cassetto i testi teatrali, i racconti, i versi e la sua produzione creativa in genere.
Attrice di teatro e cinema, ha lavorato come interprete presso diverse Compagnie siciliane con opere in lingua siciliana, del teatro contemporaneo, progetti teatrali a sfondo sociale e progetti teatrali per le scuole.
Diversi i suoi testi teatrali, in lingua e vernacolo (fra queste: L’opportuna verità; Il peso delle parole; Un taglio, netto; L’amuri è amuri..., Io vorrei, ma anche no; Sicilitudine) e progetti di teatro-poesia/lirica. Presenti i suoi versi in alcune antologie di poeti contemporanei.
Collabora, inoltre, quale autore, con varie testate giornalistiche e riviste di arte e cultura e della recensione di testi narrativi e poetici.
Voce narrante per vari scrittori e poeti contemporanei. Promotrice e amante pura e autentica dell’Arte in genere, si occupa dell’organizzazione di eventi culturali in ambito letterario e non solo in questo (fra cui Buk Conversazioni del giorno e della notte, edizione 2014; Conversazioni al Castello Leucatia, Catania; Oltre le parole: raccontarsi attraverso la scrittura creativa, per l’ANTES, Catania).
Il 2013 segna il suo debutto letterario con la raccolta Racconti di parallela quotidianità – storie dall’equidistante mondo dei sentimenti Ed. Akkuaria. In occasione della XIII edizione di Viaggio tra le vie dell’Arte il libro è stato presentato dalla Fondazione Umanitaria, sede di Roma.
Nel 2015 riceve il Premio della Giuria, il booktrailer tratto dalla raccolta Racconti di parallela quotidianità, giunto finalista al Concorso promosso da Gold Elephant World FilmFest, Festival internazionale di cinematografica.

L’haiku è un modo di declinare un sentire, prima di ogni altro aspetto: risulti chiaro, a prevenire l’obiezione di qualche addetto ai lavori incline a identificare questo genere di poesia nella pedissequa adesione a regole prefissate. Del resto lo stesso Ungaretti con alcune sue celebri liriche del primo periodo, suggestionato dall’esperienza della Francia dove la cultura giapponese si era potentemente imposta all’attenzione, compose haiku, evitando di nominarli come tali, spesso formalmente non tradizionali, di metrica non ortodossa, ma pur sempre haiku.