C.M.T.

Detesto l’assenza di domande
nei giorni quieti,
disturbati appena dall’inerzia
della bonaccia d’Agosto,
a darci tempo abbastanza
per quel senso di colpa, leggero,
di quando hai lasciato andare
quella barchetta di carta
sul fiume:
sopra, nessun desiderio.

12.00

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Dettagli del Libro

Pages

92

Publisher

Akkuaria

Language

Italiano

ISBN

978-88-6328-407-2

Released

Febbraio 2023

Formato

Cartaceo

Nota sull'autore

Riccardo Angelo Strano

Riccardo Angelo Strano

Nasce a Catania nel 1988. Dopo essersi diplomato al Liceo Classico intraprende gli studi musicali presso il Conservatorio Reale de L’Aia, in Olanda, culminati con la laurea in Canto Lirico nel 2012, specializzandosi nella vocalità di controtenore. Da quel momento intraprende la carriera solista che lo porta a calcare le scene tra i principali Teatri e Festival del mondo, in particolare nel settore della musica barocca, e ad essere presente in produzioni discografiche operistiche e da camera.
Con il sopraggiungere della pandemia da Covid19, oltre alla carriera di cantante lirico, nuovi stimoli e spunti di riflessione lo spingono a cogliere l’occasione per dedicarsi alla scrittura in versi ma anche per intraprendere il tanto desiderato percorso di studi in Musicoterapia (seguendo il modello non-verbale del dott. Rolando Benenzon). Inoltre, studia per conseguire altre due lauree specialistiche in ambito musicale: Canto Rinascimentale e Barocco e Musica Vocale da Camera.
Ultimando il progetto che è nato per caso nel 2017, questa silloge poetica rappresenta il suo esordio nel panorama letterario italiano.

C.M.T. è la prima silloge e primo lavoro nel mondo della scrittura per Riccardo Angelo Strano, cantante lirico di successo che ha calcato innumerevoli teatri in tutto il mondo, incantando il pubblico con le sue rare prodezze da controtenore.

Chissà cosa lo avrà spinto a scrivere poesia. A volte si scrive poesia per interrogarci sui perché del mondo, quello che rimanda messaggi e immagini lontane dal nostro modo di pensare e di essere, che vorrebbe assorbici nelle sue spire seducenti, luci abbaglianti; o semplicemente si scrive per domandarsi il perché non riusciamo a entrare in contatto con un amico che ci siede vicino, o forse perché i nostri sforzi di comprendere non trovano spiegazioni semplici. O magari si scrive per essere out, fuori dal coro che ci vorrebbe parte integrante di esso senza veramente accettarci con le nostre debolezze, le nostre fragilità.

In copertina foto di © Roberto Recanatesi